REGOLE PER GLI ALTRI, PRIVILEGI PER CHI COMANDA: IL SOVRANISMO A TARGHE ALTERNE DELL'AFD


Foto generata con AI



Il voto per l'AfD in Sassonia e nel resto della Germania mette in luce un'ipocrisia politica e un'incoerenza elettorale difficile da ignorare, offrendo lo spettacolo di un elettorato che sceglie un programma ultra-conservatore, identitario e ostile alle diversità pur essendo guidato da chi incarna l'esatto opposto di quei valori. Alice Weidel guida un partito che promuove la famiglia tradizionale, contrasta i diritti LGBTQ+ e invoca la "remigrazione", ma nella vita privata è:

1) una donna lesbica;

2) unita a una compagna originaria dello Sri Lanka;

3) ha due figli adottivi;

4) la residenza principale in Svizzera. 

Rappresenta, dunque, esattamente ciò che la retorica del suo stesso partito definisce una minaccia per l'Occidente, creando un palese doppio standard.
A questo cortocircuito, Weidel risponde con una precisa linea difensiva: sostiene che la vera minaccia per la sicurezza delle persone omosessuali in Germania non derivi dalla destra conservatrice, bensì dall'immigrazione di massa incontrollata e dalla diffusione dell'Islam radicale, che considera del tutto incompatibile con la Costituzione tedesca e intrinsecamente intollerante verso le minoranze sessuali. Con questa argomentazione tenta di ribaltare la narrazione, presentandosi non come una figura in contraddizione con il proprio partito, ma come una protettrice delle libertà individuali contro un pericolo esterno.La realtà dei fatti invece evidenzia un sovranismo a targhe alterne. La retorica contro la libera circolazione sbatte contro la quotidianità di una leader che vive oltreconfine, sfruttando i vantaggi di un Paese terzo per poi fare politica in Germania. 
L'AfD utilizza e strumentalizza la figura di Weidel facendone un comodo scudo retorico per respingere le accuse di omofobia, mentre l'elettorato sceglie di ignorare l'evidente applicazione di un'eccezione ad personam. 
Sostenere questa linea significa accettare un modello che applica le rigide regole identitarie soltanto alla vita degli altri, garantendo flessibilità e privilegi a chi detiene il potere. 
Questo modo di fare non mi è nuovo; a voi? 


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