Angelo Vassallo da oggi in poi rivivrà in ognuno di noi


Perché i funerali di oggi dello stimato sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, possano essere una grande festa della legalità.
Tutti devono sentire forte ed assordante il suo grido alla libertà e alla giustizia.

Non nascondiamo la testa sotto la sabbia.




Premetto.

Sono contro qualsiasi forma di violenza.
Sono contro qualsiasi deturpazione del diritto alla parola e libertà di pensiero (anche se in fondo al mio cuore sento che non avrei tanta voglia di far parlare mafiosi o delinquenti).
Premetto che con questa nota non voglio giustificare gli atti di violenza che si stanno, ahimé, perpetrando durante la festa nazionale del Partito Democratico.

Letta accusa le forze dell’ordine per non aver fatto bene il proprio lavoro, Bersani parla di attacco squadrista, riferendosi a ciò che è accaduto a Bonanni, Veltroni fa lo stesso, Epifani dice che è inaccettabile tutto ciò, Fini parla di “atto di aggressione di un gruppo di facinorosi”.

Insomma ognuno pronto a dare la colpa a questo o a quell’altro, ma allo stesso modo pronti a nascondere la testa sotto la sabbia.

Nessuno che si chieda il perché di tutto questo.

Io però me lo sono chiesto e la risposta mi è balzata alla mente in men che non si dica.
Io credo che oramai la gente sia stanca; la gente ha il sentore che non ha più nulla da perdere; la gente si è davvero rotta le scatole di sentire dirigenti di partito che si accapigliano fra di loro per le primarie, per l’attribuzione di assessorati, per la suddivisione delle poltrone; la gente si è stancata di vedere il teatro dei burattini cui il governo la costringe ogni giorno.

La gente, questa gente che pare nessuno riconosca più, di cui nessuno più conosce i bisogni, le esigenze, i problemi, vuole delle risposte e se il governo non gliene dà. quelle risposte le vuole da noi e noi abbiamo il dovere morale di fornirgliele.

Siamo di fronte a partiti lontani dal popolo, lontani dalla gente che deve rappresentare.

Possibile che non ci si renda conto che stiamo vivendo una situazione sociale, economica e finanziaria davvero drammatica; una situazione che fa cadere la gente nella più cupa disperazione.

Non nascondiamo la testa sotto la sabbia, non serve e non porta a nulla, ma solo tanta rabbia e si sa che, purtroppo, la rabbia può degenerare in violenza.

LA CAMORRA E' LA NOSTRA UNICA IMPOTENZA




Qualche tempo fa, non tanto tempo fa, circa quindici giorni fa, ero triste, un po’ giù di morale. Vedevo tutto abbastanza nero allora un amico mi inviò un link, il link di una canzone di Modugno. “Meraviglioso”, una canzone che invita a guardare il mondo, invita a gioire di ciò che abbiamo, di ciò che ogni giorno conquistiamo.
E’ vero il mondo è così, meraviglioso, lo è davvero, anche se a volte accadono episodi che ti lasciano cadere nel più grande sconforto.
Ultimo dei tanti l’assassinio del sindaco Angelo Vassallo.
Si discute tanto, la gente comune si chiede cosa possa essere accaduto.
Sarà la camorra? Sarà altro?
Io ho sempre pensato che è camorra tutto ciò che ha a che fare con la malavita; tutto ciò che uccide freddamente, tutto ciò che porta droga ai nostri ragazzi, tutto ciò che impone uno scambio tra la vita e le loro regole.
Ho sempre pensato che la camorra fosse questo.

Certo la camorra, dicono alcuni, è intelligente, non avrebbe ammazzato un sindaco, non avrebbe fatto tanto scalpore, dato che, la camorra, a quanto pare, aveva un progetto in quella zona e dunque accendendo i riflettori su essa c’era il rischio che tutto il progetto venisse meno.

Io invece sono di un’altra opinione.

Credo e sono convinta che la camorra c’entri, eccome se c’entra.

Credo e sono convinta che la camorra abbia capito che contro quell’uomo la cui anima era così intrisa di amore per la propria terra, per il proprio mare, per i propri compaesani, per il proprio paese, nulla avrebbe potuto fare.
La camorra aveva capito bene che non avrebbe potuto vincere alcuna battaglia contro quell’uomo che aveva, fino ad allora, improntato la propria vita sulla legalità.

Allora cosa hanno fatto? Hanno creduto di “abbattere” un ostacolo.

Lo hanno ucciso.

Hanno creduto che così facendo si potesse aprire un varco verso una zona fino ad allora invalicabile.

NON HANNO CAPITO NULLA.

Quell’uomo è e rimarrà il sindaco di Pollica, quell’uomo ha donato a quel paese un sogno, quell’uomo ha insegnato a sognare; quell’uomo ha urlato in faccia alla camorra che contro un ideale ed una sete di legalità e giustizia nulla è possibile.

Allora i cittadini di Pollica, di Acciarioli, di Salerno, i campani, gli italiani, ora più che mai, devono prendere coscienza che solo insieme, solo costruendo un muro invalicabile, un muro fatto di solidarietà, di coraggio, di legalità, di lealtà, di sete di giustizia, la camorra, la malavita, la criminalità possono essere sconfitte.
Le persone muoiono, ma non i loro ideali. Quelli rimangono e, paradossalmente, dopo la morte di coloro che li decantavano si sentono ancora più forti.
Ideali assordanti che niente e nessuno può ZITTIRE.

Quando anche l'italiano o il latino sono un'opinione....




La parola "interim" tradotta letteralmente significa "frattanto".
Si tratta di un avverbio latino (da solo o accompagnato dalla proposizione "ad") che, in genere, si usa per indicare la funzione o la carica che una "persona qualunque" assume temporaneamente fino a che si nomini un successore o eventualmente il precedente ritorni.
Ho detto in genere ed ho parlato di persona qualunque.

Sì perché nel caso del nostro caro e stimatissimo presidente del consiglio la cosa è un po' diversa.

Un po' come la legge.
La legge è uguale per tutti tranne che per uno.

Vale anche per il latino o la lingua italiana.
Per tutti non vi sono dubbi circa i significati dei termini, per il nostro carissimo, amatissimo e stimatissimo Primo Ministro invece non è così.
Anche la lingua italiana diventa relativa e diventa ad personam.

Però mi viene un dubbio. Forse il nostro caro presidente, dato l'avanzare dell'età e l'avvicinarsi della senilità, ha fatto confusione.

Avrà pensato che "ad interim" significasse sì frattanto, ma frattanto che i fatti suoi si mettano apposto; in fondo lui non è abituato a pensare all'interesse generale. Bisogna pure comprenderlo. Con tutte le cose sue a cui deve pensare non vorremmo mica pretendere che pensasse pure a quei quattro poveri italiani che arrancano per arrivare a fine mese. Su, dai!

Visto? Ancora una volta ha dimostrato la sua buona fede.

Sì sì, deve essere così.

Ha semplicemente fatto confusione.

Ma la legge non ammette ignoranza, potreste obiettare voi.

Certo, la legge. Ma come dicevo più sopra, la legge è uguale per tutti tranne che per uno.