Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti (A. Gramsci)......il blog di Vincenza Abbatiello
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PD _#primarie segretario regione #basilicata
In vista delle primarie per l’elezione del Segretario Regionale PD si sente
sempre più spesso parlare di candidatura ordinaria.
Cosa si intende per candidatura unitaria?
A volte davvero non capisco questo mio Partito.
Le primarie sono delle competizioni e perché competizione sia è necessario
che a candidarsi vi siano almeno due persone.
Ciò che importa è che la competizione sia leale, senza sotterfugi e
soprattutto senza accordi a latere. Se si cerca una candidatura unitaria già
non si parla di candidatura ma di cooptazione, inutile votare se non vi è
un’alternativa.
Io come iscritta al PD, prima che come dirigente PD, mi sento appartenere ad
un partito molto più democratico, quanto più si dà la possibilità a chiunque
di mettersi in gioco, di confrontarsi, di impegnarsi, affinché grazie al
proprio lavoro sia il partito ad essere unito, intorno ad un programma prima
che intorno ad una persona.
Il confronto non è scontro. Il confronto quando è fatto in modo leale e
concreto non può che arricchire.
L’obiettivo deve essere comune, ma è necessario guardarlo da ottiche diverse
e utilizzare forze e forme differenti per raggiungerlo.
La cosa a cui anelo per il mio partito?
Avere tante voci all’interno del partito, ma che parlano la stessa lingua.
Un confronto continuo tra le stesse, ma un unico, armonioso e chiaro suono
verso l’esterno.
Volendo mutuare le parole di Gibran “così come le corde di un liuto son sole
benché vibrino della stessa musica”.
Quindi quando mi recherò a votare per le primarie spero mi sia data la
possibilità di scegliere, la possibilità di votare.
E di votare un uomo o una donna del PD.
Dal Consiglio Regionale della Basilicata un attacco alla L. 194
La proposta di legge dei consiglieri regionali Pace e Bradascio, intitolata “misure di sostegno sociale alla maternità e alla natalità”, credo, e mi auguro, lasci il tempo che trova.
A partire dalle sue premesse, essendo in esse chiaro l’intento di
“delegittimare” la legge 194.
Sappino i consiglieri proponenti che la legge 194 non è un motivo di
decremento della natività o come dicono, in modo molto tendenzioso, di
incremento del tasso di mortalità.
La legge 194 sancisce "semplicemente" un diritto di scelta.
I consiglieri hanno dato un giudizio molto soggettivo facendo trapelare
dietro le loro parole la volontà di delegittimare indirettamente quella
legge per cui tanto si è lottato.
I consiglieri regionali non devono in alcun modo essere autoreferenziali o
farsi portatori degli interessi di una sola parte della popolazione, potesse
anche esserene questa la maggioranza, ma è loro dovere legiferare
assicurandosi che alcun diritto venga leso, specie quando quel diritto è
garantito e riconosciuto da una legge di stato.
Sappino i consiglieri regionali che alla base della decisione delle donne di
abortire non sempre vi sono motivazioni di carattere economico, più spesso e malvolentieri le motivazioni sono altre; e seppure fossero di carattere economiche queste
motivazioni i Consiglieri credono che 250 euro mensili per 18 mesi siano
sufficienti a garantire una vita dignitosa per sé e per il proprio bambino?
Il consiglio regionale anziché sprecare tempo e forze ad ideare norme che
possano delegittimare leggi con le quali non sentono di essere in "sintonia" pongano in campo
azioni serie volte a migliorarle le condizioni e la qualità di vita
dell’intera popolazione lucana dal punto di vista economico, ma soprattutto
dal punto di vista sociale e culturale.
I consiglieri debbono ben avere in mente che la vita della gente non si
compra, i diritti acquisiti non si vendono.
Io sono contro l'aborto, sempre e comunque. Io credo il primo istante in cui avviene la fecondazione si dia luogo alla vita, ma sono maledettamente convinta che il diritto ad avere una libertà di scelta sia fondamentale e che da esso non si possa prescindere.
Mi aspetto dunque che i consiglieri del partito cui mi "fregio" di appartenere facciano sentire la propria voce, perché sono sicura che la pensino esattamente come me. O no?!
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