Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti (A. Gramsci)......il blog di Vincenza Abbatiello
Invertiamo l'onere della prova
A CIASCUNO IL SUO CONCETTO DI PACE E DI GIUSTIZIA
Il brindisi di Bersani

E' vero. E' così.
Però io nel brindisi del mio Segretario leggo altro: non una mera soddisfazione per la sconfitta di un antagonista politico, ma qualcosa di più vero e di più profondo.
Io credo e mi auguro che il suo brindisi non sia altro che l'augurio che tutti noi ci facciamo affinché si ponga fine ad un'epoca in cui tutto ciò che é sociale, cultura, decenza, rispetto per le donne e per i cosiddetti "diversi" è stato bistrattato.
Credo sia l'augurio che il governo Monti possa accompagnare per mano (ne abbiamo bisogno) il nostro Paese verso le elezioni politiche, che spero di svolgeranno con la massima sobrietà ed avendo ben presente gli obiettivi da porsi che a mio parere sono (in modo molto sommario) i seguenti:
- benessere per tutti e non per pochi;
- una casta sempre meno incentrata su se stessa;
- sistema elettorale che permetta al popolo di scegliere davvero da chi farsi rappresentare;
- riduzione delle indennità dei parlamentari;
- abolizione dei vitalizi;
- riduzione del numero dei parlamentari;
- riconoscimento delle coppie di fatto etero ed omosessuali;
- un Paese fatto a misura dei diversamente abili;
- un Paese in cui la donna non ha bisogno di quote rosa per raggiungere determinati posti;
- lotta all'evasione fiscale ed al sommerso;
- forte tassazione delle rendite finanziarie;
- agevolazioni per coloro che decidono di investire in settori produttivi e che quindi creano occupazione;
- maggior controllo del sistema bancario;
- subito una legge sul conflitto di interesse.
Questo e tanto altro voglio leggere in quel brindisi.....
DIRE RIVOLUZIONE PACIFICA, NON E’ FARE UN OSSIMORO

Ho riflettuto.
Ho pensato.
Ho analizzato.
Ho cercato di capire.
Ho cercato di comprendere.
Cambiare si può.
Certo che si può e, aggiungo, si deve!
Per farlo però c’è bisogno di una rivoluzione pacifica.
E la rivoluzione si può fare solo mettendo insieme le forze.
Se davvero vogliamo assumerci l’onere di cambiare l’Italia dobbiamo farlo restando uniti.
Ciò che non hanno capito tutti, a partire da Renzi&Civati, passando per Veltroni e Franceschini fino ad arrivare al Segretario Bersani è che è inutile fare guerre intestine.
Le guerre civili, i cannibalismi non servono a nulla, se non a rendere più forti gli avversari.
Allora c’è da chiedersi: vogliamo “annientare” il centro destra per vincere le elezioni avendo noi l’obiettivo nobile di far rinascere la nostra amata Nazione? O ognuno vuole dimostrare quanto è bello e quanto è bravo a botta di pavoneggianti atteggiamenti e di attacchi reciproci?
Ora mettiamoci nei panni di un cittadino qualunque.
Se io dovessi guardare con i suoi occhi cosa vedrei?
Un centrosinistra spaccato, non a metà, ma in mille pezzi: correnti, fazioni, movimenti.
Il Segretario del più grande partito di una “fantomatica” coalizione di centrosinistra che parla, cerca di mettere ordine, ma non riesce a catalizzare l’attenzione, non tanto su di sé, ma quanto e soprattutto su quello che si dovrebbe “concretamente” fare, perché ognuno pensa ad altro.
Lo statuto del PD parla chiaro: il candidato naturale per le politiche (per il PD) è il Segretario.
Allora perché tutto questo caos?
Siamo o non siamo un partito unico?
O siamo semplicemente quello che diamo l’impressione di essere?
La somma non organica delle miriadi correnti che ne fanno parte?
Correnti, movimenti, che all’interno di un grande partito possono trovare posto, possono essere “normali”.
Aanormale è un dato di fatto: al momento del confronto non si crea valore aggiunto, bensì solo scontri e divisioni.
Quando si diceva “cambia il vento”, il Segretario non credo si riferisse all’aumentare degli spifferi fastidiosi e irritanti all’interno del partito.
Il vento deve cambiare per l’Italia intera e grazie al PD unito.
Deve essere un vento di rinnovamento culturale, civile, sociale, economico, politico.
Un vento che aliti la voglia di riappropriarsi del giusto modo di fare la politica, quella politica che altro non deve essere uno strumento nelle mani di persone delegate dal popolo affinché si agisca nell’interesse di tutti e non di pochi.
Basta con gli arrivismi ed egoismi personali.
Che si inizi a lavorare per la gente e in nome della gente.
Che si inizi a farlo sul serio.
E’ finito il tempo di prendere in giro la gente.


